Benvenuti nella casa di Cowo, in Via Ventura 3 a Milano.
Archivi categoria: Coworking e media
Il coworking interessa molto i media, sia tradizionali sia online, che se ne occupano spesso. Al Cowo Milano/Lambrate – tra i primi spazi di coworking in Italia – abbiamo visto molti giornalisti, ai quali abbiamo sempre cercato di trasmettere i valori di sostenibilità, apertura e condivisione che, secondo noi, sono il DNA del coworking.
E’ ormai una piccola tradizione, che rinnoviamo ogni anno con grande piacere.
Cowo Milano/Lambrate apre le porte a visitatori ed offre free desk e free WiFi a chiunque ne abbia bisogno, nelle giornate dal 9 al 14 aprile, nella propria sede di Via Ventura 3.
I giorni del Salone del Mobile a Milano sono tra i più stimolanti dell’anno.
In particolare, il FuoriSalone qui a Ventura Lambrate (proprio dove siamo noi) è bellissimo, e parte del divertimento sta nel conoscere i professionals che entrano al Cowo.
Se poi il libro inizia con le parole “Questo è un libro sull’amore” e si intitola “L’egoismo è finito“, essere citati con un’intera pagina diventa un vero onore.
Grazie all’autore, Antonio Galdo, per aver dedicato molto belle parole al progetto Cowo, nato ormai quasi 5 anni fa qui in Via Ventura.
- non capita tutti i giorni di comparire accanto a fior di innovatori come quelli che ci presenta quasi ogni giorno CheFuturo!
- Riccardo Luna si dimostra giornalista attento e sensibile ai temi del coworking (è lui che ci ha dedicato parte di questa doppia pagina di Repubblica, pochi mesi fa)
- è un piacere vedere l’attenzione giornalistica di qualità soffermarsi sul coworking, ed inserirlo in un contesto più ampio di innovazione
- è la prima volta che raccontiamo in un unico post tutta la nostra avventura, dall’inizio, nel 2008, ad oggi
La web television dedicata all’innovazione italiana Hublab.tv ha girato questo servizio proprio davanti al nostro Cowo.
Co-protagonista, insieme alla brava e bella Nora Stenman, il nostro divano rosso, che ha dato prova di di saper recitare ottimamente
Chi era al Cowo ieri ha visto un po’ di movimento: microfoni, cameramen, giornalisti…a un certo punto il nostro divano rosso è uscito dalla porta per sistemarsi sul vialetto d’ingresso, come si vede dalla foto!
Cosa è successo? Semplice: Nora Stenman ha girato tre nuovi episodi di Hublab.tv – il canale video nato per dare visibilità globale alle start-up italiane – proprio qui da noi.
Presto dovremmo essere in grado di farvi vedere i tre servizi, nel frattempo vi presentiamo Hublab.tv attraverso un servizio già realizzato, quello dedicato a MOBC3. Buona visione!
Siamo molto contenti dei nostri nuovi biglietti da visita Moo, che presentano – oltre al numero di telefono e all’indirizzo – anche alcuni coworker ormai di casa qui in Via Ventura 3. Insomma, più che una brand identity una people identity…
Stiamo pensando di realizzare un filmato che racconti il mondo del nostro coworking in un modo speciale… ma non un filmato qualsiasi, qualcosa che sia divertente da guardare e allegro da realizzare.
Inoltre deve far vedere più facce possibili, perché il coworking, senza le persone, non è nulla, è solo una sterile definizione.
Ecco perché ci piacerebbe realizzare una piccola-grande follia come questa, dove si fa vedere il nostro spazio a suon di musica, e i coworker… cantano!
E’ un progetto ambizioso e un po’ folle, e non sappiamo se ce la faremo. (Noi, come sempre, ci proviamo).
Innanzitutto ci servono più persone possibili, alcuni coworker hanno già dato la loro adesione ma ne cerchiamo altri.
Chi vuole partecipare? Attenzione: serve una giornata di disponibilità a inizio luglio, oltre a una buona dose di entusiasmo e voglia di divertirsi.
Se ce la faremo, avremo un video meraviglioso!
Scrivete nei commenti se vi interessa esserci, oppure mandateci una mail. Indicativamente, la data sarà ad inizio luglio.
.
Chi ci conosce sa che offriamo una giornata gratuita a tutti coloro che desiderano provare il nostro coworking.
Bene, da oggi, se durante la vostra giornata di prova fate un check-in su Foursquare, Cowo raddoppia il vostro free-day, e ve ne offre 2 invece di 1!
Cos’è Foursquare? Semplice: un gioco, un social network, un modo per scoprire la città… e adesso anche un mezzo per stare con noi un giorno in più free!
Ma ora bando alle ciance: qui c’è un video che spiega tutto, a voi serve solo uno smartphone e la voglia di divertirvi online – a proposito, il mayor del cowo sono io e guai a chi mi scaccia…
E non dimenticate di citofonare Monkey Business. Una volta entrati, siamo alla fine della siepe di gelsomini sulla sinistra – sì, è un posto bellissimo… .
Poteva mancare la T-shirt ufficiale? No, naturalmente.
Ma attenzione: non è in vendita: per averla si fa da sé, in pieno stile coworking. Ecco come fare:
- clicca qui e scarica il file
- prendi il file e portalo dove stampano magliette (a Milano Yo! Tshirt, per esempio)
- scegli una Tshirt del colore che vuoi e fatti stampare la tuo Cowo T-shirt
- (se vuoi) mandaci una foto: la pubblicheremo sul blog con il tuo nome/link!
Ieri, domenica 5 aprile, il TG5 ha mandato in onda un servizio sul coworking. Si vedono gli ambienti de LaPillola400 di Bologna, e si finisce in un ambulatorio (!). Il video che ho trovato su YouTube finisce in maniera un po’ tronca, ma la notizia è comunque grossa!
E’ una bella panoramica, dove gli spazi, le idee e le persone compongono un affresco davvero interessante e variegato, molto utile per capire questo fenomeno dei nostri anni, che forse ha dei significati sociali ancora non completamente messi a fuoco.
Molto belle le foto, e particolarmente interessanti le storie che raccontano coworking in grandi aziende (!), poi ho trovato affascinante il fatto che ogni coworking rappresenti sempre un mondo a sé stante, un’applicazione sempre diversa della stessa idea.
E poi, lasciatemelo dire, il fatto di avere una pagina dedicata a Cowo Milano è stata una grandissima sorpresa. Thank you guys!
Ci vediamo a pag. 50 del libro, dove si racconta lo stesso episodio, visto da New York, che abbiamo raccontato anche noi su questo blog, quando il papà di Bacigalupo è venuto a visitare Cowo Milano.
Infine, vale la pena di citare anche la speciale ricetta per un coworking gustoso:
Dopo il titolo “Spazi in cerca d’autore, viaggio nei coworking”, il racconto prende spunto da una storia professionale reale, sviluppatasi in un coworking italiano (indovinate quale…) per rendere nel modo migliore l’utilità di questa scelta, che Giovanni descrive così:
Ma cosa sono esattamente, questi “coworking”?
Si tratta di spazi equipaggiati – con scrivanie, sale riunioni, connessione di rete – che vengono affittati a professionisti e freelance per periodi più o meno prolungati.
Non sono come i tradizionali studi associati, o semplici affittacamere: ci si può passare un anno come un’ora, nei cowo, e ci si incontrano professionalità molto eterogenee.
C’è chi parla di “atmosfera” dei coworking, e persino chi si spinge a vedere in essi una delle forme emergenti dell’organizzazione contemporanea, al punto di incrocio tra una casa, un Internet café e l’ufficio vecchia maniera.
Quasi come un mini-saggio sull’argomento, poi, il pezzo racconta le origini del fenomeno, i diversi modi in cui si può realizzare (dal salotto di casa al pseudo-business center, al coworking con babysitteraggio e childcare inclusi), le risorse disponibili in rete.
Naturalmente si parla anche delle altre tre esperienze italiane nel settore, e non mancano indicazioni sui prezzi, con esempi presi diverse realtà, un po’ dappertutto.
Infine… siamo o non siamo su Internet? Ecco quindi i commenti dei lettori, alcuni dei quali postati spontaneamente da nostri coworker (grazie ragazzi!).
Cosa si può aggiungere a tutto questo?
Credo nulla, se non che – da appassionati del coworking – fa piacere scoprire che la sensibilità verso questi nuovi stili lavorativi è in netto aumento, in Italia come nel resto del mondo.
Davide è una persona gradevolissima e siamo felici di averlo con noi al Cowo. E’ stato il primo a fermarsi per un periodo prolungato (è qui da Aprile), dopo tutti questi mesi è veramente uno di noi.
Ogni tanto ci fa vedere le barche che sta progettando (disegna barche a vela da regata) e ci ritroviamo con la mascella cadente davanti al suo pc.
In questo breve video (neanche 4 minuti) racconta in sintesi cosa può significare il coworking per una giovane società come la sua.
(Il cellulare che inizia a squillare a un certo punto è il mio).
English trascription below.
First of all, what’s your job?
I design sailing boats, racing ones.
Great. What’s your organization?
We are a small company with two offices, one here in Milano, since April, and the other one in Amsterdam, where my partner is.
How does coworking work for you?
It gives me the chance to have a very flexible work situation, fully serviced.
A place where I can work quietly. always connected to the web and also connected to other people.
In this respect, how did it feel for you to work side by side with professionals with a different background?
Very interesting. Up to now I’ve always worked with other engineers, and it always ended up talking about the same stuff, sometimes boring.
In a coworking situation one gets the chance to interact with people totally different. It’s fun to share your office with a novel writer, or an internet pro… different worlds, very interesting.
Is such a company making your working days more interesting, or would you rather sit in your own, private office?
No, I’m very happy, actually. I think that for a small start-up it’s a good opportunity to have a coworking space, a less flexible situation would not have been good for me.
Coworking gave me the flexibility I need, also the freedom to renew my staying month by month, adapting to my needs, eventually involving other people in the company (within the cowo).
Such a flexibility isn’t easy to find, other than coworking.
As to interaction with your business partner, in Amsterdam?
We work with Skype, always in touch, with earphones, triyng not to disturb other people here.
Grazie all’articolo pubblicato su Glamour di novembre a pag. 164…
“Siamo i nuovi Co.Co.Co. – Condivisione Collaborazione Comunicazione: ecco le parole chiave dei coworker”
…siamo venuti a conoscenza di un’altra realtà che pratica il coworking a Milano (anzi, per la verità l’articolo è dedicato a loro e noi appariamo solo in un riquadrino alla fine).
Confesso che ci sono rimasto un po’. Essendomi documentando molto in rete, credevo di conoscere le realtà del nostro mondo (ad esempio Officina di via Paolo Sarpi 42, scrivanie a medio-lungo termine con contratti di locazione), invece no.
Meglio così, credo che ci sia spazio per tutti, anche perché ho notato che è piuttosto importante, nella scelta del luogo di lavoro, la posizione geografica dell’ufficio. E in ogni caso, pare che presto saremo in diversi…
Con grande emozione, ho appena visto l’articolo che Repubblica edizione Milano ha dedicato al nostro cowo… addirittura in copertina!
Il titolo è “Vai al lavoro e ti senti a casa”, l’autore è Paolo Scandale (che ringrazio sia per l’intervista sia per avermi puntualmente avvisato), la foto ritrae due di noi (mi pare Ilaria e Davide) visti dall’alto.
Per ora non posso scrivere altro, perché ho solo visto questa immagine online.
Ora vado a comprare il giornale, intanto questo è lo screenshot dell’articolo. Sto anche cercando un link, se lo trovo lo posto più tardi.
Un articolo sul cw fa sempre piacere, se poi è il buon vecchio NYT, ancora di più. (Anche noi, nel nostro piccolo, ogni tanto riceviamo una mail o una telefonata da qualche giornalista, ma poi non si vede mai nessuno).
Comunque, qui si racconta che ci sono coworking spaces dove esiste un dress-code
(…) as I realized on the first day when the manager coolly scanned my shorts and T-shirt and said, “our members usually dress for work”.
e altri dove la proprietaria dello spazio deve andare a casa sua se vuole lavorare sul serio
I wasn’t getting any work done when I was there, because clients wanted to stop and chat.
Stupendo.
E comunque, posti come Cubes & Crayons – dove gli adulti lavorano e possono portare con sé i figli, che vengono accuditi in modo adeguato – sono cose che distinguono le realtà economiche avanzate dal far west lavorativo, secondo me.
Gentilmente invitato da Tara Hunt di Citizen Space(qui una sua intervista a Nova100), ho avuto la possibilità di presentare “ufficialmente” Cowo sul “coworking community blog”, qui.