Riproduzione libera di tutti i testi e le immagini di questo sito secondo quanto previsto dalla Licenza Creative Commons 3.0 Attribution-Share Alike, con eccezione del marchio registrato Cowo®, per la pubblicazione del quale è necessaria la nostra benedizione. [ENGLISH]
You're allowed to republish this site's content according to Creative Commons License 3.0 Attribution-Share Alike, with the exception of the Cowo® registered trademark, for which we kindly ask you to request permission.
[Creative Commons Licence 3.0 Attribution-Share Alike]
Sì, ma… cos’è un presentation lunch?
Semplice: un pranzo insieme, dove uno dei presenti illustra la propria attività professionale.
E’ una cosa che ci siamo inventati qui al Cowo Milano/Lambrate per agevolare la conoscenza reciproca tra i coworker presenti.
Con nostra sorpresa (piacevole), abbiamo notato che ci sono persone anche fuori dalla nostra community che hanno piacere di essere presenti, e così oggi saremo noi + qualche nuovo amico, compresa una giornalista del Corriere della Sera che ci teneva a venirci ad incontrare.
Ancora una volta, coworking fa rima con networking…
Ore 13:00 - si mangia con tramezzino.it (se avete prenotato con Laura ieri)
E’ andata così: di ritorno dalla conferenza europea sul coworking di Berlino, 20 giorni fa, galvanizzati dalla sensibilità che abbiamo visto provenire dal settore pubblico verso il coworking laggiù, abbiamo scritto una lettera all’assessore Tajani.
Gli abbiamo detto che anche noi, community italiana, pensiamo di meritarci attenzioni istituzionali.
Abbiamo specificato che non chiediamo sovvenzioni o contributi, ma semplicemente di essere conosciuti e riconosciuti.
Magari di ospitare qualcuno del comune presso i nostri spazi, in modo da avviare – così com’è nello spirito Cowo – una conoscenza che possa poi portare, un domani, a un progetto comune.
La risposta non si è fatta attendere (cosa che ci ha fatto grande piacere): l’appuntamento è stato fissato per domani, 28 novembre al nostro Cowo.
Siamo emozionati, contenti, curiosi, abbiamo saputo – tra l’altro – che il comune di Milano ha dei progetti di coworking e non vediamo l’ora di conoscerli.
E’ il primo contatto del network con una istituzione importante, e il fatto che Cristina Tajani abbia accettato non solo di incontrarci, ma di incontrarci al Cowo come da noi suggerito, lo rende ancora più significativo.
Gli architetti di Modourbano (qui un loro profilo su Abitare) hanno esperienze internazionali, idee chiare e capacità di incidere sul territorio di una città come Milano (vedere il progetto Procaccini 17 per credere).
Il loro lavoro, da Venezia a Pechino, nasce su uno dei tavoli di Cowo Milano/Lambrate.
Inutile dire che ci fa un grande piacere lavorare a fianco di chi progetta sostenibilità.
As you can see from the news section of their website (below), the team of web designers Crafton, from Poznan, Poland, just arrived in our Cowo space for a work session of one week in Milan.
It will be interesting to get to know them better in the days to came.
For now, we know that they have international clients, enjoy travelling to get fresher points ofview for their design work and… go out for pizza after work
Accedere ai finanziamenti per le imprese che si occupano di ricerca e sviluppo può sembrare difficile.
Ebbene, al Cowo c’è un team di professioniste che si occupa proprio di questo, con tutta la professionalità, l’esperienza e la conoscenza necessaria per avvicinare le imprese più innovative ai finanziamenti regionali, nazionali ed europei e relativi bandi.
In un momento delicato per lo sviluppo dell’economia, noi di Cowo Milano/Lambrate siamo orgogliosi di avere una presenza così strategica ed utile alle imprese dedicate alla ricerca e all’innovazione.
Al Cowo Milano/Lambrate siamo fieri di essere i primi ad adottarla (primato non difficile da cogliere, visto che la stiamo testando da due mesi…).
E’ o non è bellissima? Ogni volta che apriamo internet, siamo tutti fieri di noi… con le nostre spillette con il simbolo del wi-fi, e tutti i link ai social network di Cowo… inoltre, con Cowo Wi-Fi, siamo diventati un hot spot, e facciamo navigare chiunque lo desideri – coworker o no – intorno a noi.
Siamo a Milano, e come abitanti di questa città ci riempie d’orgoglio vedere che – in alcuni giorni dell’anno – strade e quartieri si riempiono di visitatori da tutto il mondo, in cerca dell’ultima tendenza in fatto di design, o magari del futuro Achille Castiglioni.
Parliamo della Design Week, ovviamente, del Salone del Mobile e del Fuorisalone.
Proprio per festeggiare questi eventi, e cogliere l’opportunità di ampliare la nostra coworking community, proproniamo il free coworking (cioè l’utilizzo gratuito delle postazioni) a tutti coloro che prenoteranno per i giorni dal 12 al 17 aprile, nel nostro Cowo di Ventura Lambrate. [Importante: la prenotazione via mail è indispensabile].
E per non fare un torto ai nostri coworker abituali, anche loro “salteranno” allegramente il pagamento di quelle giornate
E’ una domanda che ogni tanto ci sentiamo fare, da qualche giornalista, o da altre persone interessate a capire il “fenomeno” coworking.
C’è ben poco di fenomenale, nel coworking, che è – al contrario – qualcosa di molto concreto, concreto come il lavoro, come le persone che lo svolgono.
Questa intervista racconta l’esperienza di un coworker, Nicola Ricciardi, che ha fatto del nostro Cowo la base della sua attività, una società che si occupa di mettere in relazione il mondo dell’arte con quello delle imprese.
Si chiama Mazen Art, qui c’è il sito (in progress) e qui la pagina Facebook, che esprime bene il fermento e l’entusiasmo che caratterizzano Nicola e i suoi partner.
Nota: non tutti i coworker svolgono attività così all’avanguardia come Nicola… ma torneremo sull’argomento
.
.
Siamo molto felici di poter offrire ai nostri coworker questi strepitosi ambienti, presso il Camplus City Heart Milano Rubattino, a pochi passi dal Cowo, che ha stipulato con noi una favorevolissima convenzione.
Abbiamo già iniziato ad usufruire di queste sale, e possiamo garantire che sono davvero belle e funzionali come sembrano.
Ancora una volta ringraziamo l’organizzazione Camplus per la collaborazione e l’entusiasmo, e ricordiamo a tutti che è sempre attiva anche la convenzione Cowo + Hotel in sette città italiane (Milano compresa, naturalmente!).
Identificare gli utenti della connessione internet.
Tracciare la loro attività sul web.
Registrare e archiviare tutta la navigazione per eventuali futuri controlli.
Questi, in sintesi, gli obblighi che il decreto legge Pisanu 155/2005 stabilisce per tutti coloro che forniscono connettività internet a terzi, compresi quindi gli spazi di coworking (compreso quindi il nostro!).
E’ stato al Coworking Camp 2010 che abbiamo conosciuto (finalmente) un modo pratico e intelligente di gestire questa problematica.
In sostanza, abbiamo identificato un fornitore di servizi internet che ha messo a punto una soluzione che solleva il gestore dello spazio di coworking da ogni responsabilità, in quanto – in cambio di un modesto canone mensile – gestisce direttamente la navigazione degli utenti attraverso un proprio data center, attrezzato per fare tutte le operazioni previste dagli obblighi legali.
Tutto quello che il gestore del Cowo deve fare è registrare il coworker nella pagina che vedete qui sotto, e consegnargli la password che il sistema genera.
Con questa semplice operazione ci si tutela di fronte alla legge e ad eventuali utilizzi illegali della connessione internet.
E se le forze dell’ordine avranno bisogno di efffettuare dei controlli, si rivolgeranno direttamente al titolare del Data Center, e non al gestore del Cowo.
Segnaliamo questa possibilità perché ne abbiamo verificato l’effettiva validità sia al Coworking Fuorisalone, sia qui al Cowo/Milano Lambrate; inoltre abbiamo conosciuto personalmente Michele Pietravalle, titolare della società di Internet Service Providing [4isp], e abbiamo visto con i nostri occhi che camicie si mette la serietà con cui lavora.
Giusto per chiarezza: Cowo non ha alcun interesse commerciale in questo servizio.
.
Per noi, vederlo arrivare al Cowo era già un grande onore, immaginatevi quando – alla fine di una mattinata densa di stimoli per tutti noi – ci ha annunciato di voler affiliare il Parco Scientifico Tecnologico VEGA al network Cowo!
Lo scrivo un’altra volta perché mi dà troppa soddisfazione: il VEGA di Venezia sarà presto un coworking Cowo! Oh yes!
In queste giornate di inizio anno, il nostro Cowo sta assistendo alla nascita di un’azienda.
Frenesia, tensione, risa, emozione, incontri, telefonate, progetti, discussioni, contratti e progetti: sta succedendo tutto quello che succede sempre.
Vivere la start-up di qualcun altro in qualche misura ti riporta alla tua.
Monkey Business, la nostra agenzia, ha vissuto questi momenti più volte, di certo non siamo una realtà consolidata, come si dice. Anche Cowo, e Coworking Project, sono start-up, e così molte altre cose che facciamo qui.
Anche per questi motivi ci sentiamo vicini all’avventura imprenditoriale che sta nascendo sotto i nostri occhi, da quel gruppo di ragazzi in sala riunioni. Speriamo che il Cowo porti loro fortuna!
Start-up al Cowo (Presentation Skills Seminar, 2009)
Cowo Milano/Lambrate - Brindisi alla nuova sala riunioni
Finalmente, dopo due settimane di lavori incessanti, la sala riunioni, chiusa e soundproof, è una realtà.
Un brindisi tra coworkers (da sinistra, Federico, Davide, Giuseppe e il sottoscritto) ci sta tutto!
Grazie allo studio +a che ha realizzato il progetto e coordinato i lavori, e anche a tutti i presenti che hanno sopportato stoicamente fabbri, elettricisti, muratori, vetrai e quant’altro senza fare una piega.
Posteremo foto più esaustive presto, ma oggi è stato il giorno della grande soddisfazione.
Al Cowo Milano/Lambrate ci sono molti motivi per sorridere! - Photo by Andrea Frazzetta
Il nostro coworking ha sempre offerto a tutti la possibilità di trascorrere in Via Ventura una giornata-test gratuita, senza impegno.
Se poi il test dà… risultato positivo, i costi del servizio della struttura sono diversi a seconda delle esigenze, per far sì che il coworking rimanga sempre un’opzione sostenibile. In particolare, abbiamo abbassato il costo della settimana (adesso a 100 euro + iva) e creato la possibilità di usare il Cowo anche per un solo giorno (mentre finora il “taglio minimo” erano i 5 giorni in 12 mesi).
Alle 9 arriva il primo dei cinque architetti che in questo periodo usano la sala riunioni per il loro progetto.
Alle 10 due persone interessate ad aprire un Cowo in Piemonte con Coworking project (parliamo per quasi due ore).
Alle 14 una giornalista che viene a provare l’esperienza Cowo (e scopriamo che il suo portatile non ha il wi-fi, ma fortuna vuole che in agenzia ci sia un portatile disponibile, e glielo prestiamo).
Alle 15 un’altra persona interessata a fare una prova, che si ferma fino alle 18.
Alle 17 il commerciale di un’azienda olandese interessato a programmare le sue riunioni da noi, per tutto l’anno.
Mentre vado a casa, due ore dopo, ricevo sul telefonino la conferma che si aprirà un altro Cowo a Roma (il secondo).
Alle 22.40 scrivo questo post perché… una giornata così non si può non raccontare!
Questo dubbio ha fatto nascere l’idea di un piccolo video (5 minuti), che spieghi il coworking con le parole di chi vive questa esperienza ogni giorno.
Il filmato che segue è la risposta a queste 13 domande:
1. Ma cos’è questo coworking?
2. Cosa fanno i coworker?
3. Per quanto si fermano?
4. Cosa ci trovano di tanto speciale?
5. Che ritmo di lavoro hanno?
6. Perché non lavorano a casa?
7. Che differenza c’è con un ufficio normale?
8. Ma in un coworking può nascere un progetto comune?
Si sa, il free-lance non ha orario, né ama averne.
Per questo, dopo qualche riflessione e una chiacchierata con i coworker presenti, abbiamo deciso di integrare l’offerta di servizi del nostro Cowo con una opzione 24/7, cioè ad utilizzo illimitato.
In questo modo svincoliamo l’utilizzo delle postazioni da qualsiasi orario, e diamo completa indipendenza a ogni coworker.
Chi, invece, non ha questo tipo di esigenza, può benissimo scegliere l’opzione “orario ufficio” – dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 18.00, spendendo meno e lavorando negli orari tradizionali.
L’infaticabileTara Hunt di Citizen Space (Coworking di San Francisco) ha appena pubblicato i risultati di una ricerca condotta su un campione di 12o persone vicini agli ambienti degli coworking, soprattutto negli Usa.
Riporto la domanda secondo me più significativa, che, attraverso le risposte delle persone coinvolte, “fotografa” perfettamente il fenomeno coworking, nelle cose che lo distinguono dai “normali” Business Center. O no?
Cosa è più importante trovare in un coworking?
1° posto – Atmosfera
2° posto – Senso di comunità
3° posto – Ambiente collaborativo
4° posto – Location
5° posto – Opportunità di fare network
Mi piace pensare che il nostro Cowo-Milano colga in pieno queste esigenze…
A coworking visa allows active members of one space, when travelling, to use another coworking space, gratis. Those currently listed agree to offer up to 3 complimentary, drop-in days.
In genere è richiesta prova della membership, e il servizio è ovviamente subordinato a disponibilità.
Qui al Cowo, nonostante la nostra limitata esperienza, non siamo nuovi a ospiti dall’estero, e ci auguriamo che questa convenzione ci permetta di incontrare “coworking members” di altre parti del mondo.
Se invece siete italiani sempre con la valigia in mano, sappiate che – come membri del Cowo – avrete la possibilità di usare una postazione in tutte queste città:
US:
Portland, Seattle, San Francisco, Los Angeles, New York, Houston, Miami, Tacoma, Palo Alto, Chico, Des Moines, Akron, Simsbury, Philadelphia
Canada:
Montreal
South America:
Montevideo
Europe:
L’Aia
Asia:
Bangkok, Wellington
Nota: la lista dei coworking che aderiscono, che trovate qui con tutti i riferimenti, cresce continuamente, per cui è consigliabile visionarla direttamente.
[Thanks to Susan from Office Nomads (Seattle), Julie from Souk (Portland), for coming up with the idea, and to Steve from AltSpace (Wellington NZ) for the Visa logo.]
Davide è una persona gradevolissima e siamo felici di averlo con noi al Cowo. E’ stato il primo a fermarsi per un periodo prolungato (è qui da Aprile), dopo tutti questi mesi è veramente uno di noi.
Ogni tanto ci fa vedere le barche che sta progettando (disegna barche a vela da regata) e ci ritroviamo con la mascella cadente davanti al suo pc.
In questo breve video (neanche 4 minuti) racconta in sintesi cosa può significare il coworking per una giovane società come la sua.
(Il cellulare che inizia a squillare a un certo punto è il mio).
English trascription below.
First of all, what’s your job?
I design sailing boats, racing ones.
Great. What’s your organization?
We are a small company with two offices, one here in Milano, since April, and the other one in Amsterdam, where my partner is.
How does coworking work for you?
It gives me the chance to have a very flexible work situation, fully serviced.
A place where I can work quietly. always connected to the web and also connected to other people.
In this respect, how did it feel for you to work side by side with professionals with a different background?
Very interesting. Up to now I’ve always worked with other engineers, and it always ended up talking about the same stuff, sometimes boring.
In a coworking situation one gets the chance to interact with people totally different. It’s fun to share your office with a novel writer, or an internet pro… different worlds, very interesting.
Is such a company making your working days more interesting, or would you rather sit in your own, private office?
No, I’m very happy, actually. I think that for a small start-up it’s a good opportunity to have a coworking space, a less flexible situation would not have been good for me.
Coworking gave me the flexibility I need, also the freedom to renew my staying month by month, adapting to my needs, eventually involving other people in the company (within the cowo).
Such a flexibility isn’t easy to find, other than coworking.
As to interaction with your business partner, in Amsterdam?
We work with Skype, always in touch, with earphones, triyng not to disturb other people here.