Coworking La Pillola 400 in via Algardi 2/A Bologna - Postazioni

Coworking La Pillola 400 in via Algardi 2/A Bologna - Postazioni

Come dice il programma Coworking Visa – ma soprattuto come ci siamo detti noi, con Barbara e Marco della Pillola, ieri quando ci siamo conosciutitutti i coworker registrati alla Pillola e al Cowo di Milano Lambrate posssono usufurire di una postazione gratuita fino a 3 giornate l’anno rispettivamente a Milano e a Bologna.

Naturalmente occorre presentarsi con la prova della registrazione. Graditi anche doni tipo vino, salame, nutella, gadget… ;-)

Vi aspettiamo!

Domus Academy @ Cowo - foto ricordo!

Domus Academy @ Cowo - foto ricordo!

Domus Academy @ Cowo - Domande e risposte

Domus Academy @ Cowo - Domande e risposte

Questa mattina ho avuto il piacere di incontrare un gruppo di studenti della Domus Academy, qui al nostro Cowo ancora un po’ sporco e in disordine per i recenti lavori.

Le facce curiose e allegre degli studenti mi mettono sempre di buonumore, e l’oretta e mezza è trascorsa molto piacevolmente.

Ho spiegato loro la ricetta di un buon coworking, e ho illustrato il nostro progetto di rete, con questa presentazione.

L’incontro è nato dallo studio che stanno svolgendo come tesi di master, un progetto che affronta il tema dell’equilibrio tra vita professionale e vita lavorativa, nella prospettiva di futuri architetti e designer:

“Happy Workers: nuovi spazi, uffici e servizi per rendere più felice chi lavora in ambiti creativi”

Mi ha fatto molto piacere riscontrare un così attento interesse rispetto ai temi del coworking, ed anche ricevere alcune domande piuttosto stimolanti, del tipo:

“Se è molto più profittevole affittare uno spazio con una regolare locazione di 6 o 12 anni, perché voi fate il coworking?”

Al di là dello humour di queste parole, dopo un’ora che si parlava del valore delle relazioni tra liberi professionisti, nomad work etc, in realtà sono portato a pensare che il reddito di un coworking, se si riesce ad avviare, è ottimo anche perché permette di non essere impegnati a lungo termine, cosa che – in tempi come questi – trovo assai sana.

Senza contare, appunto, il valore delle relazioni…

Articolo sul coworking e intervista a Massimo Carraro - L'Avvenire 10/6/09.

Articolo sul coworking e intervista a Massimo Carraro - L'Avvenire 10/6/09.

Pag. 19 dell’Avvenire di oggi: una grande foto del nostro ufficio, sotto il titolo “CONDIVIDERE L’UFFICIO”.

E un lungo articolo sul fenomento coworking, da quando è nato in California a… un posto a Lambrate che si chiama Cowo.

Grazie a Lara Liberti per l’intervista e il bell’articolo.
Per leggerlo, scaricare qui il pdf.

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Già l’indirizzo ha un fascino ineguagliabile: Rue Montmartre.

Poi quando ci arrivi ti conquista definitivamente. All’ingresso sei accolto da una zona bar con regolare bancone e barista, con una decina di tavolini stile bistro dove alcune persone siedono davanti al loro computer.

C’è poi una zona multifunzionale a pareti mobili (foto in mezzo), che può ospitare sia postazioni di lavoro che eventi, da cui si accede al livello superiore, dove si trova un’ampia sala riunioni chiusa da vetrate (foto sotto) e poi ancora sopra, dove vi sono ulteriori spazi disponibili.

Un luogo molto interessante, realizzato con un progetto di fondo importante, di cui fanno parte istituzioni locali come la Mairie de Paris e la Région Ile-de-France, associazioni imprenditoriali come SiliconSentier e il polo della competitività Cap Digital, oltre alla Fondation Internet Nouvelle Génération, e a una piccola azienda di telefonia di nome… Orange.

Questo aspetto di progettualità estesa, che coinvolge interlocutori privati, pubblici, di estrazioni diverse, uniti come se  mettessero in pratica anche loro il principio di “mash-up virtuoso” che contraddistingue gli spazi di coworking, mi ha  colpito positivamente.

Le mie timide aspirazioni di network – anche rispetto al coinvolgimento di enti e istituzioni – arrossiscono, di fronte a cotanta intraprendenza, e mi riprometto di imparare molto dagli amici francesi  (che, tra l’altro, nel corso del primo di attività hanno avuto un calendario di eventi impressionante, con ospiti del calibro del fondatore di Facebook Marc Zuckerberg e del sindaco di San Francisco Gavin Newsom)…

Anche per questo coltiverò contatti e scambi con il mio simpaticissimo ospite Nathaneal Sorin-Richez (foto in alto) che ci ha tenuto a diventare “testimonial” Cowo, indossando la nostra spilletta.

Merci, La Cantine!

NB – Questo post in realtà è un  messaggio in codice per la sig.ra Letizia Moratti, il sig. Filippo Luigi Penati, il sig. Roberto Formigoni, Il sig. Giovanni Terzi, Confindustria Milano, Camera di Commercio Milano, Nòva-Sole24Ore, Telecom Italia Mobile, Cisco…il cui significato è:

signori, abbiamo uno strumento facile, sostenibile e smart per incentivare start-up e giovane imprenditoria, non costa nulla perché fa leva su spazi esistenti (anzi fa guadagnare la gente in un momento in cui tutti sono preoccupati per l’economia), favorisce lo scambio delle idee e la contaminazione dei talenti, implementa situazioni ecosostenibili perché fa condividere le risorse, c’è già una piccola rete attiva ed entusiasta sul territorio… non è che vogliamo farci qualcosa di buono?

:-)

outtahere

Ho comprato e divorato il bel libro di Drew Jones, Todd Sundsted e Tony Bacigalupo sul coworking in vendita su Lulu.com, credo il primo in assoluto. (Qui il blog del libro).

E’ una bella panoramica, dove gli spazi, le idee e le persone compongono un affresco davvero interessante e variegato, molto utile per capire questo fenomeno dei nostri anni, che forse ha dei significati sociali ancora non completamente messi a fuoco.

Molto belle le foto, e particolarmente interessanti le storie che raccontano coworking in grandi aziende (!), poi ho trovato affascinante il fatto che ogni coworking rappresenti sempre un mondo a sé stante, un’applicazione sempre diversa della stessa idea.

E poi, lasciatemelo dire, il fatto di avere una pagina dedicata a Cowo Milano è stata una grandissima sorpresa. Thank you guys!

Ci vediamo a pag. 50 del libro, dove si racconta lo stesso episodio, visto da New York, che abbiamo raccontato anche noi su questo blog, quando il papà di Bacigalupo è venuto a visitare Cowo Milano.

pag50

Infine, vale la pena di citare anche la speciale ricetta per un coworking gustoso:
cwrecipe

L’infaticabile Tara Hunt di Citizen Space (Coworking di San Francisco) ha appena pubblicato i risultati di una ricerca condotta su un campione di 12o persone vicini agli ambienti degli coworking, soprattutto negli Usa.

Riporto la domanda secondo me più significativa, che, attraverso le risposte delle persone coinvolte, “fotografa” perfettamente il fenomeno coworking, nelle cose che lo distinguono dai “normali” Business Center. O no?

Cosa è più importante trovare in un coworking?

1° posto – Atmosfera

2° posto – Senso di comunità

3° posto – Ambiente collaborativo

4° posto – Location

5° posto – Opportunità di fare network

Mi piace pensare che il nostro Cowo-Milano colga in pieno queste esigenze…

L’intera ricerca è pubblicata qui, alcune tabelle di sintesi qui, sul Coworking Community Blog.

cowosupunto

E’ proprio un buon articolo, a mio parere, quello scritto da Giovanni Arata su Punto Informatico, il 23 gennaio scorso.

Dopo il titolo “Spazi in cerca d’autore, viaggio nei coworking”, il racconto prende spunto da una storia professionale reale, sviluppatasi in un coworking italiano (indovinate quale…) per rendere nel modo migliore l’utilità di questa scelta, che Giovanni descrive così:

Ma cosa sono esattamente, questi “coworking”?

Si tratta di spazi equipaggiati – con scrivanie, sale riunioni, connessione di rete – che vengono affittati a professionisti e freelance per periodi più o meno prolungati.

Non sono come i tradizionali studi associati, o semplici affittacamere: ci si può passare un anno come un’ora, nei cowo, e ci si incontrano professionalità molto eterogenee.

C’è chi parla di “atmosfera” dei coworking, e persino chi si spinge a vedere in essi una delle forme emergenti dell’organizzazione contemporanea, al punto di incrocio tra una casa, un Internet café e l’ufficio vecchia maniera.

Quasi come un mini-saggio sull’argomento, poi, il pezzo racconta le origini del fenomeno, i diversi modi in cui si può realizzare (dal salotto di casa al pseudo-business center,  al coworking con babysitteraggio e childcare inclusi), le risorse disponibili in rete.

C’è anche la cartina dei coworking nel mondo [memo a me stesso: inserire Cowo Milano subito!] tratta dal coworking wiki.

Naturalmente si parla anche delle altre tre esperienze italiane nel settore, e non mancano indicazioni sui prezzi, con esempi presi diverse realtà, un po’ dappertutto.

Infine… siamo o non siamo su Internet? Ecco quindi i commenti dei lettori, alcuni dei quali postati spontaneamente da nostri coworker (grazie ragazzi!).

Cosa si può aggiungere a tutto questo?

Credo nulla, se non che – da appassionati del coworking – fa piacere scoprire che la sensibilità verso questi nuovi stili lavorativi è in netto aumento, in Italia come nel resto del mondo.

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Annuncio con piacere la prima iniziativa di “rete internazionale” tra i coworking.

Si tratta di un’idea semplice ed efficace:

Se sei membro di un coworking, puoi usufruire dei servizi di un altro coworking che aderisce all’iniziativa, gratuitamente fino a tre giornate.

A coworking visa allows active members of one space, when travelling, to use another coworking space, gratis.
Those currently listed agree to offer up to 3 complimentary, drop-in days.

In genere è richiesta prova della membership, e il servizio è ovviamente subordinato a disponibilità.

Qui al Cowo, nonostante la nostra limitata esperienza, non siamo nuovi a ospiti dall’estero, e ci auguriamo che questa convenzione ci permetta di incontrare “coworking members” di altre parti del mondo.

Se invece siete italiani sempre con la valigia in mano, sappiate che – come membri del Cowo – avrete la possibilità di usare una postazione in tutte queste città:

US:
Portland, Seattle, San Francisco, Los Angeles, New York, Houston, Miami, Tacoma, Palo Alto, Chico, Des Moines, Akron, Simsbury, Philadelphia

Canada:
Montreal

South America:
Montevideo

Europe:

L’Aia

Asia:
Bangkok, Wellington

Nota: la lista dei coworking che aderiscono, che trovate qui con tutti i riferimenti, cresce continuamente, per cui è consigliabile visionarla direttamente.

[Thanks to Susan from Office Nomads (Seattle), Julie from Souk (Portland), for coming up with the idea, and to Steve from AltSpace (Wellington NZ) for the Visa logo.]

Arrivano nuovi coworkers.

Aumentano le postazioni.

Gestiremo alcune situazioni in modo diverso (stampanti, telefono, recapito).

Il blog si arricchisce di una piccola rassegna di “Coworking News” da altri coworking del mondo (li trovate qui nella colonna di destra, scorrendo un po’ in basso), oltre che di alcune nuove immagini su Flickr.

Infine, Cowo aderisce a Coworking Visa, l’iniziativa che permette a qualsiasi membro di un coworking di usufruire di una postazione gratis fino a tre giorni durante i suoi viaggi.

Insomma, ce la stiamo mettendo tutta per migliorare la nostra offerta di spazi di lavoro gradevoli, sempre con l’impostazione collaborativa del coworking.
Stay tuned!

nwc2

I am very happy to announce that New Work City is now open for business in New York (200 Varick street, Room 507B, New York, NY 10014 – directions, info and prices here).

For having lived there for almost a year, N.Y. is a very special place to me. Now that I know that I can just drop @NWC and cowork, just like I do here in Milano in via Ventura, well, what a feeling!
I really can’t wait to try it!

All the best to the NWC team and coworkers, hope you all enjoy coworking in the big apple!

Stamattina riunione in Asam.

Ho visto il tuo coworking su Glamour!

Mi sento dire appena entrato, e mi ricordo di alcune email scambiate mesi fa con una giornalista.

…sì, insieme a quell’altro coworking che c’è qui a Milano…

Cioè: siamo qui che diamo notizia dei coworking che aprono in Olanda, siamo in contatto con New Work City, in procinto di aprire a NY, e non sappiamo nemmeno che abbiamo un cugino qui, all’ombra della Madonnina?

Incredibile, ma in un mondo globalizzato potrebbe anche essere vero.

Vado a comprare Glamour :-)

Per chi è interessato ai temi del coworking (non solo al nostro di Milano, ma in genere), il gruppo Cowo sul network Linkedin continua a crescere.

Sono presenti nel gruppo persone da tutto il mondo, coinvolte in iniziative di coworking un po’ a tutti i livelli.

Inoltre, da poco è anche possibile creare e partecipare a discussioni.

Per entrare nel gruppo, just click here!

[UPDATE 6 NOV: i cowo friends su LinkedIn crescono... siamo a 95... e se a 100 facessimo una festa?]
[UPDATE 28 NOV: Ci siamo, è arrivato il centesimo cowofriend! La festa non l'abbiamo organizzata, ma casualmente, stasera da Books-Import c'è l'aperitivo "open" e abbiamo preparato una piccola sorpresa firmata cowo... vale lo stesso?]

Come qualcuno sa, cowo ha aperto un gruppo sul social network LinkedIn.

Tutti possono iscriversi, basta cliccare sull’icona qui a destra, sotto le foto.

Da quando Linkedin ha creato la possibiità di aprire discussioni, ne sono partite due anche per i partecipanti al nostro gruppo, su temi che riguardano il coworking. (Mi spiace non averne dato notizia più tempestivamente, le domande sono lì da un po’ e non ho avuto tempo di occuparmene prima).

Le riporto qui sotto, chiunque sia interessato a partecipare può:

a) scrivere la sua risposta nei commenti;
b) inserirsi nella discussione su Linkedin (prima però iscrivetevi al gruppo, se no non potete farlo).

Questi i quesiti:

I am interested in creating a coworking site in my area. Any feedback, numbers, info for my biz plan would be greatly appreciated! Also curious about how memberships are managed (billing, etc).

E poi:

I would appreciate the group members comments and opinions on this blogpost about the need for more co-working/hotdesking/start-up facilities.

Sono discussioni che forse partono un po’ generiche, ma secondo me possono diventare interessanti.

Le risposte che ho dato io portano qualche elemento in più, sono molto curioso di vedere eventuali altri contributi.

In particolare, ho buttato lì un accenno a un concetto che mi sta molto a cuore:

Se il coworking può essere profittevole come attività economica.

Welcome, Nomadz!

settembre 3, 2008

This post is in English to welcome the new coworking space Nomadz, in The Hague, Netherlands… welcome to the community!

Nomadz is a brand new place, with 5 coworking seats for now (just like us in Milano), and just had their first day on sept. 1, which they celebrated with free drinks for everyone… (isn’t that codrinking, really?…)

All the best to our Dutch friends, whose link is now in our coworking blogroll as well.

So… if anyone will be in the Netherlands, don’t forget that this coworking spot in The Hague (and please say hi from Cowo Milano!).

Il coworking fa schifo.

luglio 25, 2008

Secondo lui.

(Però poi, nei commenti, cambia un po’ idea).

Una conversazione interessante, cui prendono parte anche Tara Hunt di Citizen Space, Jacob Sayles di Office Nomads e Alex Hillman di Independents Hall, coworking tra i più conosciuti del nostro piccolo mondo.

Tony Bacigalupo è un nome conosciuto nei giri del coworking (google group qui, community blog qui).

Quindi, quando mi sono visto arrivare una mail con questo nome ho pensato a lui.

Piccolo particolare: il nome di battesimo non era Tony, ma Lou. Dal breve messaggio, che mi chiedeva di poter passare per una visita, non si capiva bene chi fosse questo Lou.

Per farla breve, il Bacigalupo che scese dal taxi qui davanti venerdì pomeriggio, in piena canicola, era il papà di Tony, in viaggio di lavoro in Europa, con un… mandato speciale del figlio per esplorare i coworking in giro per il globo.

E’ stato così che mi sono trovato a parlare per un’ora di coworking e mille altre cose (Mr. Bacigalupo ha subito fatto partire una conference call con il figlio via iPhone, ed è stato subito brainstorming sul modello di business del coworking!…).

Un’ora molto piacevole e del tutto inaspettata, che ha portato una ventata di internazionalità nel nostro piccolo cowo milanese.

(Qui la nuova iniziativa di coworking a N.Y. di Tony, denominata New Work City, e qui il relativo “Home splash blog twitter”).

Un articolo sul cw fa sempre piacere, se poi è il buon vecchio NYT, ancora di più. (Anche noi, nel nostro piccolo, ogni tanto riceviamo una mail o una telefonata da qualche giornalista, ma poi non si vede mai nessuno).

Comunque, qui si racconta che ci sono coworking spaces dove esiste un dress-code

(…) as I realized on the first day when the manager coolly scanned my shorts and T-shirt and said, “our members usually dress for work”.

e altri dove la proprietaria dello spazio deve andare a casa sua se vuole lavorare sul serio

I wasn’t getting any work done when I was there, because clients wanted to stop and chat.

Stupendo.

E comunque, posti come Cubes & Crayons – dove gli adulti lavorano e possono portare con sé i figli, che vengono accuditi in modo adeguato – sono cose che distinguono le realtà economiche avanzate dal far west lavorativo, secondo me.

Segnalo un bell’articolo dell’Economist sulle molte sfaccettature dei nuovi stili di lavoro.

Si parla di nomadismo, flesh/skype meetings, virtual offices… e in generale dei vantaggi svantaggi e prospettive del lavoro della vita “always on”.

Il coworking non è mai citato direttamente, ma sono argomenti che riguardano certamente molti coworkers.

Nell’articolo è anche citato il ceo di Sun Microsystems Jonathan Schwartz e celebre ceo blogger:

Time provides the structure, location takes care of itself.

Fonte: Ocrampal.

E’ nato il gruppo dei cowo enthusiasts sul network LinkedIn.

Per chiunque volesse farne parte… just click!

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Un coworker ci arriva in ufficio da Londra, dopo aver scoperto il cowo su un wiki nato negli Usa.

Un blogger di Los Angeles chiede a noi di Milano consigli sul coworking (su un blog californiano).

E mentre seguo tutto questo, allargo i miei contatti sul network di professionisti Linkedin.

Il cowo nasce e cresce all’insegna del passaparola

Gentilmente invitato da Tara Hunt di Citizen Space (qui una sua intervista a Nova100), ho avuto la possibilità di presentare “ufficialmente” Cowo sul “coworking community blog”, qui.

Scrivo un po’ stremato alla fine di una giornata di lavoro molto impegnativa, ma ci tengo a manifestare tutta la mia gratitudine a chi ha dato attenzione alla nostra apertura.

Interventi e post ci sono arrivati non solo da Milano ma addirittura da San Francisco, da Londra e perfino da Saronno ;-)

Grazie anche a questi rilanci della notizia, il blog oggi ha avuto quasi 200 visite. Ammappalo!

Il cowo delle scimmie.

aprile 1, 2008

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Un posto dove lavorare, ognuno sui propri progetti, condividendo atmosfera positiva, caffè e wifi.

Perché lavorare sotto lo stesso tetto può essere un’idea intelligente, economica e anche divertente (non per niente il nostro marchio sorride!).

Noi scimmie, si sa, siamo curiose. Ci piacerebbe vedere altri animali, in questo angolo di giungla.

Vieni a vedere, ci sono dei rami liberi.

Se ne trovi uno che ti piace, puoi fermarti quanto vuoi, da una settimana un giorno a tutta la vita.interno.png