Michele Vianello al Cowo/MIlano Lambrate

In questo post alcune presenze eccezionali: il direttore del Parco Scientifico Tecnologico VEGA di Venezia, Michele Vianello, e il suo libro Ve 2.0 – Cittadini e libertà di accesso alla rete, aperto alla pagina dove cita questo nostro post, nel capitolo intitolato:

Regaliamoci un sogno, il nomadic work, il coworking, il cloud computing nella pubblica amministrazione.

Per chi non lo sapesse, infatti, questo signore nel luglio scorso, in veste di vicesindaco di Venezia, ha reso alla sua città un servizio incomparabile, rendendo possibile a tutti veneziani la connessione internet gratuita, comunale.

Per noi, vederlo arrivare al Cowo era già un grande onore, immaginatevi quando – alla fine di una mattinata densa di stimoli per tutti noi – ci ha annunciato di voler affiliare il Parco Scientifico Tecnologico VEGA al network Cowo!

Lo scrivo un’altra volta perché mi dà troppa soddisfazione: il VEGA di Venezia sarà presto un coworking Cowo! Oh yes!

Start-up al Cowo.

gennaio 28, 2010

In queste giornate di inizio anno, il nostro Cowo sta assistendo alla nascita di un’azienda.

Frenesia, tensione, risa, emozione, incontri, telefonate, progetti, discussioni, contratti e progetti: sta succedendo tutto quello che succede sempre.

Vivere la start-up di qualcun altro in qualche misura ti riporta alla tua.

Monkey Business, la nostra agenzia, ha vissuto questi momenti più volte, di certo non siamo una realtà consolidata, come si dice. Anche Cowo, e Coworking Project, sono start-up, e così molte altre cose che facciamo qui.

Anche per questi motivi ci sentiamo vicini all’avventura imprenditoriale che sta nascendo sotto i nostri occhi, da quel gruppo di ragazzi in sala riunioni. Speriamo che il Cowo porti loro fortuna!

Start-up al Cowo (Presentation Skills Seminar, 2009)

Start-up al Cowo (Presentation Skills Seminar, 2009)

Al 15 di Via Ventura, Vittorio ha da poco rilevato la gestione dell’SPD Caffè, un grazioso ristorantino con il non trascurabile pregio di un wi-fi aperto, oltre alla magnifica vista dall’alto del complesso ex-industriale dove ha sede il nostro Cowo.

L’SPD Caffè è il posto dove noi del Cowo andiamo, quando vogliamo mangiare (bene) in un bel posto, spendendo pochi euro.

Via Ventura e tutta l’ex-Faema ospita numerose gallerie d’arte, dalla gigantesca Galleria De Carlo a diverse altre (non le elenco perché non riesco a tenerne il conto…) .
Formano un ambiente decisamente interessante, specie quando decidono tutte insieme di rimanere aperte anche la sera, cosa che accade circa una volta al mese.

Per finire questa piccola carrellata, segnalo che – per chiunque avesse bisogno di un proiettore a noleggio per la propria riunione al Cowo (noi non lo diamo) è possibile rivolgersi agli efficenti ragazzi di Allover: lo portano, lo lasciano il tempo necessario e poi vengono a riprenderlo.
Meglio di così!

Ci fanno sempre piacere le visite degli studenti. Oggi è stato il turno dei ragazzi del laboratorio di progettazione architettonica del Politecnico di Milano, che stanno lavorando alla ristrutturazione (coworking + cohousing) di un grande edificio in Bovisa.

Un gruppo di futuri architetti del Politecnico di Milano in visita al Cowo

Un gruppo di futuri architetti del Politecnico di Milano in visita al Cowo

Qui l’intervista completa.

Grazie a Giovanni Molaschi, amico del Cowo e giornalista per Apogeo on Line e complimenti a Matteo, che ha scritto alcune sue pagine qui da noi.

Ospiti da Bologna.

ottobre 7, 2009

Come già annunciato, il nostro Cowo è convenzionato con il coworking bolognese la Pillola 400 con il quale è attivo un programma di scambio ospitalità di 3 giornate gratuite all’anno per i rispettivi coworker. (Lo stesso programma è attivo con circa 70 città in tutto il mondo, grazie a Coworking Visa).

Siamo lieti di aver iniziato questo scambio con un team di coworker in trasferta a Milano per una importante presentazione nel campo della moda.

Speriamo che il nostro punto di appoggio sia stato di buon auspicio!

Coworker bolognesi della Pillola400, ospiti di Cowo Milano

Coworker bolognesi della Pillola400, ospiti di Cowo Milano

Le chiavi del Cowo, coworking libero da orari.

Le chiavi del Cowo, coworking libero da orari.

Come annunciato nel precedente post, presentiamo alcune novità, che vanno (speriamo) nella direzione di un miglior servizio.

Queste piccole-grandi innovazioni (per noi sono grandissime, in realtà!) concludono un periodo particolarmente intenso del nostro spazio, iniziato con i lavori per la nuova sala riunioni circa tre mesi fa.

Ma vediamole una per volta.

Prezzi.

Da oggi, il prezzo di una postazione per una giornata, con il pacchetto mensile, scende a  8,33 euro.
Con disponibilità illimitata della postazione, 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

Se poi, dopo aver provato a stare da noi un po’, decidete di starci per 6 mesi, spenderete 7,50 al giorno, sempre con disponibilità 24/7.

Dopo lungo riflettere, abbiamo infatti deciso che i nostri coworker si meritano le…

Chiavi.

In un certo senso è stata la decisione più difficile, ma ci siamo decisi perché pensiamo che ogni cosa, per quanto buona, abbia dei margini di miglioramento.

(E anche perché molti coworker, da bravi free-lance, hanno manifestato l’esigenza di lavorare senza orari).

Lo dico sinceramente: se non avessimo fatto buona pratica di coworking per quasi un anno e mezzo, e non avessimo incontrato  i seri e affidabili professionisti che si siedono qui con noi ogni mattina, non ce la saremmo sentita.

Ma per fortuna la storia di Cowo è una storia di fiducia reciproca, correttezza e stima. Quindi perché non spingerci un pochino oltre?

Flessibilità.

Un giorno ogni tanto, un giorno sì e uno no, un giorno e una notte, tutte le notti (!) pochi giorni alla settimana, tutte le mattine, tutti i pomeriggi, tutti i sabati, giornate di prova con riunione, scrivanie matrimoniali, postazioni in condivisione… da quando abbiamo aperto, le richieste sono state di tutti i tipi.

Il marketing di un coworking (come del resto tutto il marketing, imho) non può che essere ascolto, perché siamo un ambito che non ha business plan conosciuti (non da noi almeno), e nemmeno abbiamo mai visto da vicino altri coworking di successo. Blue Ocean strategy, potrebbe dire qualcuno.

Quindi lo sforzo è stato di offrire la massima flessibilità possibile, per le nostre capacità di gestione.

“Capacità di gestione” significa, banalmente, aprire-chudere la porta a una certa ora (per gli utilizzi che non prevedono le chiavi), gestire posti, postazioni e prenotazioni, tenere ordine nei contratti di utilizzo, non perdere il filo di chi è seduto dove e per quanto tempo, e tante altre cose che noi Monkeys facciamo tutti i giorni, per questo bambino strano e affascinante che stiamo crescendo, di nome Cowo.

In concreto, i pacchetti prevedono ora:

- Cowo_01: 1 giornata, lun-ven ore 9-18 (euro 25 + iva)

- Cowo_03: 3 giornate in un mese, lun-ven ore 9-18 (euro 50 + iva)

- Cowo_10: 10 giornate in un mese, lun-ven ore 9-18 (euro 150 + iva)

- Cowo_40: 40 giornate in un anno, lun-ven ore 9-18 (euro 400 + iva)

- Cowo_24/7: 1 mese utilizzo illimitato 24/7 con chiavi personali (euro 250 + iva)

- Cowo_Office: 1 mese utilizzo illimitato ufficio indipendente, 24/7 con chiavi personali, comprensivo di 2 postazioni e tavolo riunioni per 4 (euro 500 + iva)

Le opzioni 24/7 e Office prevedono uno sconto del 10% su prenotazioni di sei mesi.

Ufficio indipendente.

Il piano superiore, di fatto troppo grande per le esigenze di Monkey Business, offre ora un confortevole ufficio per due, chiuso da una bella parete a vetri (opzione Cowo_Office).

Questa stanza è una buona sistemazione per un team di due persone, o per una persona che vuole avere la privacy di una sistemazione indipendente.

Vi è anche un tavolo rotondo che può ospitare riunioni di 4 persone.

Bicycle Room.

Last but not least, un piccolo servizio che migliora la qualità della vita di chi viene al Cowo in bicicletta.

Nello stanzino accanto ai bagni abbiamo ricavato un piccolo “garage per bici”, in grado di accogliere due biciclette (una delle quali con voluminoso seggiolino baby, vero Davide?)

Personalmente, come cittadino, sono grato a chi evita di inquinare l’aria, occupare parcheggi, fare rumore inutile.

Sono quindi ben contento di poter risparmiare a queste persone di armeggiare con lucchetti e chiavi intorno ai pali di Via Ventura…

[Scarica qui il pdf con tutte le opzioni e i prezzi, inclusa la sala riunioni].

La bicycle room del Cowo: un successone!

Cowo Milano - Serata Girl Geek Dinner 20/02/09

Cowo Milano - Serata Girl Geek Dinner 20/02/09

A molti mesi dall’inizio di questa attività (Cowo è aperto da quasi un anno e mezzo, dal 1° aprile 2008), è arrivato il momento di fare un passaggio, nell’approccio di Monkey Business a questa faccenda del coworking.

Iniziata quasi per gioco, cresciuta con la forza della buona volontà e dell’entusiasmo che ci hanno trasmesso i coworker, l’esperienza ha ormai raggiunto una fase di maturità.

Questo significa per noi due cose.

1.
Il Cowo ha acquisito rilevanza strategica nella vita di Monkey Business. Non si tratta di un semplice “arrotondamento economico” ma di una dimensione lavorativa in grado di apportare contributi reali alle nostre capacità di comunicatori (Monkey, per chi non avesse voglia di cliccare sul link, è l’agenzia di comunicazione che ha creato Cowo, e che lo ospita);

2.
Il nostro Cowo diventa, a questo punto, un progetto a tutto tondo di community per i nomad workers e i professionisti indipendenti che gravitano nell’area milanese, e come tale va rivisto, in modo che possa sostenersi, ed evolversi.

Stiamo arrivando al punto hot del discorso: i soldi.

Nella presentazione di Coworking Project ho inserito una frase:

Coworking Project by Cowo® è un’idea di business sostenibile: vuol essere un modo di guadagnare, un modo di incontrare persone interessanti, un modo di vivere meglio.

Bene, la scommessa continua ad essere quella, anche se abbiamo deciso di concentrarci meglio sulle risorse che sono necessarie per tutto questo.

Far tornare i conti non è mai semplice, ma abbiamo deciso di provarci.

E, secondo noi, non significa aumentare i prezzi.

Anche se abbiamo investimenti da far rientrare, e l’immobile non è gratis, pensiamo che una maggiore redditività derivi da qualcosa di più di un semplice ritocco delle tariffe verso l’alto.

Per tutti questi motivi, le novità che inizieremo a introdurre dal  1°ottobre riguarderanno sì degli aumenti, ma non nelle tariffe, bensì nei servizi offerti.

In fondo è l’approccio che stiamo già tentando con la sala riunioni: un servizio di buon livello (ma altri nei nostri panni non avrebbero difficoltà a lanciarsi molto di più con gli aggettivi) a prezzo decisamente sostenibile e flessibilità totale.

Per noi, questa è la strada.

Forse sbaglieremo, ma si sa che le scimmie amano inventarsi i percorsi…

Cowo Milano - Serata Girl Geek Dinner 20/09/09 - Photo by Ialla

Cowo Milano - Serata Girl Geek Dinner 20/09/09 - Photo by Ialla

Il cohousing nel coworking.

settembre 18, 2009

Immagine 1

Sembra un gioco di parole ma non lo è: Cohousing Ventures ha infatti scelto la nostra sala riunioni per i propri incontri tra cohouser, di qui il titolo del post.

Per chi si chiedesse cos’è il cohousing, rispondo che è una cosa molto interessante e sostenibile, di origine nordeuropea ma ormai diffusa in molti paesi del mondo.

I tratti fondamentali del cohousing sono ben descritti in questa lista (tratta dal sito cohousing.it):

1. PROGETTAZIONE PARTECIPATA
I futuri abitanti partecipano direttamente alla progettazione del “villaggio” in cui andranno ad abitare scegliendo i servizi da condividere e come gestirli

2. VICINATO ELETTIVO
Le comunità di cohousing sono elettive: aggregano persone dalle esperienze differenti, che scelgono di formare un gruppo promotore e si condolidano con la formazione di una visione comune condivisa

3. COMUNITÀ NON IDEOLOGICHE
Non ci sono principi ideologici, religiosi o sociali alla base del formarsi di comunità di coresidenza, cosi’ come non ci sono vincoli specifici all’uscita dalla stessa

4. GESTIONE LOCALE
Le comunità di cohouser sono amministrate direttamente dagli abitanti, che si occupano anche di organizzare i lavori di manutenzione e della gestione degli spazi comuni

5. STRUTTURA NON GERARCHICA
Nelle comunità di co-housing si definiscono responsabilità e ruoli di gestione degli spazi e delle risorse condivise (in genere in relazione agli interessi e alle competenze delle persone) ma nessuno esercita alcuna autorità sugli altri membri; le decisioni sono prese sulle base del consenso

6. SICUREZZA
Il cohousing offre la garanzia di un ambiente sicuro, con forme alte di socialità e collaborazione, particolarmente idoneo per la crescita dei bambini e per la sicurezza dei più anziani

7. DESIGN E SPAZI PER LA SOCIALITÀ
Il design degli spazi facilita lo sviluppo dei rapporti di vicinato e incrementa il senso di appartenenza ad una comunità

8. SERVIZI A VALORE AGGIUNTO
La formula del co-housing, indipendentemente dalla tipologia abitativa, consente di accedere, attraverso la condivisione, a beni e servizi che per il singolo individuo hanno costi economici alti

9. PRIVACY
L’idea del co-housing permette di coniugare i benefici della condivisione di alcuni spazi e attività comuni, mantenendo l’individualità della propria abitazione e dei propri tempi di vita

10. BENEFICI ECONOMICI
La condivisione di beni e servizi consente di risparmiare sul costo della vita perché si riducono gli sprechi, il ricorso a servizi esterni, il costo dei beni acquistati collettivamente

Una definizione vera e propria, invece, la si può trovare su Wikipedia:

Il termine cohousing è utilizzato per definire degli insediamenti abitativi composti da abitazioni private corredate da ampi spazi (coperti e scoperti) destinati all’uso comune ed alla condivisione tra i cohousers.
Tra i servizi di uso comune vi possono essere ampie cucine, spazi per gli ospiti, laboratori per il fai da te, spazi gioco per i bambini, palestra, piscina, internet-cafè, biblioteca ed altro.

Infine, se tutto questo vi ha fatto venire voglia, eccovi alcuni esempi di cohousing nel mondo e in Italia (ce n’è uno anche qui vicino a noi, a Lambrate!).

La sala riunioni del Cowo di Milano Lambrate.

La sala riunioni del Cowo di Milano Lambrate.

Finalmente chiusa e insonorizzata (per il comfort di chi sta fuori e la privacy di chi sta dentro), la sala riunioni del Cowo ci riempie di orgoglio.

Con l’occasione, abbiamo riformulato i prezzi di utilizzo, senza aumentarli, ma fornendo nuove opzioni, più flessibili per venire incontro a tutte le esigenze.

Tra le novità, vi sono anche i pacchetti per utilizzi multipli, che rendono i nostri prezzi ancoooooooooooora più sostenibili (li trovate tutti nella pagina dedicata).

I prezzi bassi sono una scommessa: ci teniamo a mantenere un servizio di buon livello a condizioni accessibili per tutti i coworkers, la scommessa sta nel vedere se il mercato premierà la nostra offerta, consentendoci un ritorno dell’investimento in tempi umani.

Non siamo ossessionati dal profitto (non faremmo il coworking se lo fossimo!) ma non per questo trattiamo alla leggera il tema degli investimenti e del guadagno.

Continuiamo a sperimentare, nel frattempo… buona riunione a tutti!

[UPDATE - 24 settembre: tra le novità in arrivo al Cowo dal 1° ottobre, due di queste riguardano la sala riunioni. Primo: abbiamo introdotto l'utilizzo orario, per chi ha bisogno di meeting di una sola ora. Secondo: i coworker residenti hanno diritto a un bonus mensile per una riunione di 4 ore con diritto di prenotazione (oltre alla solita possibilità di utilizzo informale senza prenotazione, che rimane)].

Vai alla scheda di presentazione della sala riunioni.

Coworking La Pillola 400 in via Algardi 2/A Bologna - Postazioni

Coworking La Pillola 400 in via Algardi 2/A Bologna - Postazioni

Come dice il programma Coworking Visa – ma soprattuto come ci siamo detti noi, con Barbara e Marco della Pillola, ieri quando ci siamo conosciutitutti i coworker registrati alla Pillola e al Cowo di Milano Lambrate posssono usufurire di una postazione gratuita fino a 3 giornate l’anno rispettivamente a Milano e a Bologna.

Naturalmente occorre presentarsi con la prova della registrazione. Graditi anche doni tipo vino, salame, nutella, gadget… ;-)

Vi aspettiamo!

Cowo Milano/Lambrate - Brindisi alla nuova sala riunioni

Cowo Milano/Lambrate - Brindisi alla nuova sala riunioni

Finalmente, dopo due settimane di lavori incessanti, la sala riunioni, chiusa e soundproof, è una realtà.

Un brindisi tra coworkers (da sinistra, Federico, Davide, Giuseppe e il sottoscritto) ci sta tutto!

Grazie allo studio +a che ha realizzato il progetto e coordinato i lavori, e anche a tutti i presenti che hanno sopportato stoicamente fabbri, elettricisti, muratori, vetrai e quant’altro senza fare una piega.

Posteremo foto più esaustive presto, ma oggi è stato il giorno della grande soddisfazione.

Domus Academy @ Cowo - foto ricordo!

Domus Academy @ Cowo - foto ricordo!

Domus Academy @ Cowo - Domande e risposte

Domus Academy @ Cowo - Domande e risposte

Questa mattina ho avuto il piacere di incontrare un gruppo di studenti della Domus Academy, qui al nostro Cowo ancora un po’ sporco e in disordine per i recenti lavori.

Le facce curiose e allegre degli studenti mi mettono sempre di buonumore, e l’oretta e mezza è trascorsa molto piacevolmente.

Ho spiegato loro la ricetta di un buon coworking, e ho illustrato il nostro progetto di rete, con questa presentazione.

L’incontro è nato dallo studio che stanno svolgendo come tesi di master, un progetto che affronta il tema dell’equilibrio tra vita professionale e vita lavorativa, nella prospettiva di futuri architetti e designer:

“Happy Workers: nuovi spazi, uffici e servizi per rendere più felice chi lavora in ambiti creativi”

Mi ha fatto molto piacere riscontrare un così attento interesse rispetto ai temi del coworking, ed anche ricevere alcune domande piuttosto stimolanti, del tipo:

“Se è molto più profittevole affittare uno spazio con una regolare locazione di 6 o 12 anni, perché voi fate il coworking?”

Al di là dello humour di queste parole, dopo un’ora che si parlava del valore delle relazioni tra liberi professionisti, nomad work etc, in realtà sono portato a pensare che il reddito di un coworking, se si riesce ad avviare, è ottimo anche perché permette di non essere impegnati a lungo termine, cosa che – in tempi come questi – trovo assai sana.

Senza contare, appunto, il valore delle relazioni…

A fine coworking day.

maggio 6, 2009

Alle 9 arriva il primo dei cinque architetti che in questo periodo usano la sala riunioni per il loro progetto.

Alle 10 due persone interessate ad aprire un Cowo in Piemonte con Coworking project (parliamo per quasi due ore).

Alle 14 una giornalista che viene a provare l’esperienza Cowo (e scopriamo che il suo portatile non ha il wi-fi, ma fortuna vuole che in agenzia ci sia un portatile disponibile, e glielo prestiamo).

Alle 15 un’altra persona interessata a fare una prova, che si ferma fino alle 18.

Alle 17 il commerciale di un’azienda olandese interessato a programmare le sue riunioni da noi, per tutto l’anno.

Mentre vado a casa, due ore dopo, ricevo sul telefonino la conferma che si aprirà un altro Cowo a Roma (il secondo).

Alle 22.40 scrivo questo post perché… una giornata così non si può non raccontare!

Poteva mancare la T-shirt ufficiale? No, naturalmente.

Ma attenzione: non è in vendita: per averla si fa da sé, in pieno stile coworking. Ecco come fare:

- clicca qui e scarica il file
- prendi il file e portalo dove stampano magliette (a Milano Yo! Tshirt, per esempio)
- scegli una Tshirt del colore che vuoi e fatti stampare la tuo Cowo T-shirt
- (se vuoi) mandaci una foto: la pubblicheremo sul blog con il tuo nome/link!

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Rivedendo il servizio giornalistico del TG regione appena andato in onda, ci chiedevamo se riuscisse a spiegare cos’è il coworking.

Questo dubbio ha fatto nascere l’idea di un piccolo video (5 minuti), che spieghi il coworking con le parole di chi vive questa esperienza ogni giorno.

Il filmato che segue è la risposta a queste 13 domande:

1. Ma cos’è questo coworking?

2. Cosa fanno i coworker?

3. Per quanto si fermano?

4. Cosa ci trovano di tanto speciale?

5. Che ritmo di lavoro hanno?

6. Perché non lavorano a casa?

7. Che differenza c’è con un ufficio normale?

8. Ma in un coworking può nascere un progetto comune?

9. Che sviluppi possono esserci?

10. Cosa offre un coworking?

11. A chi si rivolge?

12. Il prezzo?

13. Il coworking in una parola?



O la domenica?

O il giorno di Ferragosto?

Si sa, il free-lance non ha orario, né ama averne.

Per questo, dopo qualche riflessione e una chiacchierata con i coworker presenti, abbiamo deciso di integrare l’offerta di servizi del nostro Cowo con una opzione 24/7, cioè ad utilizzo illimitato.

In questo modo svincoliamo l’utilizzo delle postazioni da qualsiasi orario, e diamo completa indipendenza a ogni coworker.

Chi, invece, non ha questo tipo di esigenza, può benissimo scegliere l’opzione “orario ufficio” – dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 18.00, spendendo meno e lavorando negli orari tradizionali.

Ci pare un passo avanti per la nostra piccola coworking community e i lavoratori nomadi in generale.

Ieri, domenica 5 aprile, il TG5 ha mandato in onda un servizio sul coworking. Si vedono gli ambienti de LaPillola400 di Bologna, e si finisce in un ambulatorio (!). Il video che ho trovato su YouTube finisce in maniera un po’ tronca, ma la notizia è comunque grossa!

Buon compleanno, Cowo!

aprile 1, 2009

E’ già passato un anno.

E’ passato solo un anno.

Un anno fa a Milano nasceva un Cowo con 6 scrivanie e una sala riunioni.

Oggi ci sono 4 Cowo e 20 postazioni, che creano un piccolo-grande movimento di coworkers nella città lombarda, per non citare ciò che succede a Bologna grazie ai “colleghi” del bellissimo spazio Pillola400.

Poi le 126 persone sul LinkedIn Cowo Group, e le 78 che si sono associate al Coworking Project Group su Facebook, la continua attenzione dei media (proprio mentre scrivo mi segnalano un nuovo articolo su Corriere.it)… e soprattutto c’è un bellissimo progetto di network online e offline per i nomad workers italiani.

C’è molto lavoro da fare, e non sarà uno scherzo (anche se è il 1° aprile) ma un anno di attività è qualcosa di importante. Grazie a tutti, avanti così!

[UPDATE TARDA SERATA - Nel pomeriggio si è deciso di dare un calcio a tutte le esitazioni e di creare il social network dedicato al lavoro nomade. Si chiama Nomad Work e ha appena visto la luce... siete tutti invitati a venire a conoscerlo! ].

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(Foto Girls Geek Dinner del 20 febbraio 2009, al Cowo).

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Già l’indirizzo ha un fascino ineguagliabile: Rue Montmartre.

Poi quando ci arrivi ti conquista definitivamente. All’ingresso sei accolto da una zona bar con regolare bancone e barista, con una decina di tavolini stile bistro dove alcune persone siedono davanti al loro computer.

C’è poi una zona multifunzionale a pareti mobili (foto in mezzo), che può ospitare sia postazioni di lavoro che eventi, da cui si accede al livello superiore, dove si trova un’ampia sala riunioni chiusa da vetrate (foto sotto) e poi ancora sopra, dove vi sono ulteriori spazi disponibili.

Un luogo molto interessante, realizzato con un progetto di fondo importante, di cui fanno parte istituzioni locali come la Mairie de Paris e la Région Ile-de-France, associazioni imprenditoriali come SiliconSentier e il polo della competitività Cap Digital, oltre alla Fondation Internet Nouvelle Génération, e a una piccola azienda di telefonia di nome… Orange.

Questo aspetto di progettualità estesa, che coinvolge interlocutori privati, pubblici, di estrazioni diverse, uniti come se  mettessero in pratica anche loro il principio di “mash-up virtuoso” che contraddistingue gli spazi di coworking, mi ha  colpito positivamente.

Le mie timide aspirazioni di network – anche rispetto al coinvolgimento di enti e istituzioni – arrossiscono, di fronte a cotanta intraprendenza, e mi riprometto di imparare molto dagli amici francesi  (che, tra l’altro, nel corso del primo di attività hanno avuto un calendario di eventi impressionante, con ospiti del calibro del fondatore di Facebook Marc Zuckerberg e del sindaco di San Francisco Gavin Newsom)…

Anche per questo coltiverò contatti e scambi con il mio simpaticissimo ospite Nathaneal Sorin-Richez (foto in alto) che ci ha tenuto a diventare “testimonial” Cowo, indossando la nostra spilletta.

Merci, La Cantine!

NB – Questo post in realtà è un  messaggio in codice per la sig.ra Letizia Moratti, il sig. Filippo Luigi Penati, il sig. Roberto Formigoni, Il sig. Giovanni Terzi, Confindustria Milano, Camera di Commercio Milano, Nòva-Sole24Ore, Telecom Italia Mobile, Cisco…il cui significato è:

signori, abbiamo uno strumento facile, sostenibile e smart per incentivare start-up e giovane imprenditoria, non costa nulla perché fa leva su spazi esistenti (anzi fa guadagnare la gente in un momento in cui tutti sono preoccupati per l’economia), favorisce lo scambio delle idee e la contaminazione dei talenti, implementa situazioni ecosostenibili perché fa condividere le risorse, c’è già una piccola rete attiva ed entusiasta sul territorio… non è che vogliamo farci qualcosa di buono?

:-)

outtahere

Ho comprato e divorato il bel libro di Drew Jones, Todd Sundsted e Tony Bacigalupo sul coworking in vendita su Lulu.com, credo il primo in assoluto. (Qui il blog del libro).

E’ una bella panoramica, dove gli spazi, le idee e le persone compongono un affresco davvero interessante e variegato, molto utile per capire questo fenomeno dei nostri anni, che forse ha dei significati sociali ancora non completamente messi a fuoco.

Molto belle le foto, e particolarmente interessanti le storie che raccontano coworking in grandi aziende (!), poi ho trovato affascinante il fatto che ogni coworking rappresenti sempre un mondo a sé stante, un’applicazione sempre diversa della stessa idea.

E poi, lasciatemelo dire, il fatto di avere una pagina dedicata a Cowo Milano è stata una grandissima sorpresa. Thank you guys!

Ci vediamo a pag. 50 del libro, dove si racconta lo stesso episodio, visto da New York, che abbiamo raccontato anche noi su questo blog, quando il papà di Bacigalupo è venuto a visitare Cowo Milano.

pag50

Infine, vale la pena di citare anche la speciale ricetta per un coworking gustoso:
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Le foto dell’evento del 20 febbraio al Cowo (qui l’intero album) si commentano da sole.

Cowo Milano ringrazia tutti gli intervenuti alla Girl Geek Dinner del 20 febbraio 2009 per la bella serata, le interessanti presentazioni e… la splendida documentazione fotografica sul nostro spazio con oltre 70 ospiti!
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Flickr photos from lapaoly.

Il coworking ha un aspetto umano sempre molto interessante, anche quando le cose succedono indirettamente.

L’altro giorno, uno dei nostri coworkers ha ricevuto la visita di un personaggio molto importante negli ambienti della vela: quella di Luca Devoti, skipper di +39 Challenge alla 32a America’s Cup e olimpionico com molte medaglie all’attivo.

Mentre gli stringevo la mano e gli scattavo questa foto pensavo: chi l’avrebbe mai inmaginato?

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Ho appena visitato la Residenza Universitaria Falciola/Milano Rubattino, e sono entusiasta.

Da oggi, Cowo offre la possibilità ai suoi coworkers di dormire a Milano a prezzi assolutamente modici in una residenza efficiente e moderna (dico solo questo: connessione Internet in fibra ottica a utilizzo illimitato senza costi aggiuntivi, basta avere il cavetto).

So che dormire a Milano è spesso un problema, e sono felice che Cowo possa contribuire a migliorare il soggiorno di tutti i coworker che vengono da altre città.

Tra l’altro, credo che qualche geek girl potrebbe già testare la convenzione questo venerdì

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E’ la prima volta che al cowo ospitiamo un evento.

La prima volta che alla porta non si presenterà uno-massimo-due coworker un po’ timidi, ma una piccola massa di persone. La prima volta che saremo in alcune decine, qui dentro. La prima volta che saremo qui di sera.

La settima Girl Geek Dinner milanese, il 20 febbraio prossimo, si svolgerà infatti qui al cowo di Via Ventura, e siamo già tutti un po’ emozionati.

Devo dire che la cosa mi fa davvero piacere, non solo perché mi permette di far vedere il cowo e parlare di coworking a molte persone attente all’innovazione, ma anche perché ho sempre desiderato partecipare a una GGD, e stavolta… è la GGD che viene da me!

La serata si preannuncia molto interessante, focalizzata com’è sul tema della reputazione online. Il titolo è:

Tu non sei tu. Sei quello che Google dice di te.

e sono previsti interventi di Miriam Bertoli (“la tua identità online”), Daniela Trifone (che parlerà di web analytics), Sara Borghi (intervento sulla Search Engine Optimization) e del team GGD Milano (“SEO tips per promuovere il proprio blog”). 

Che altro dire?

Beh, forse… che cos’è una Girl Geek Dinner!

“Le Girl Geek Dinners (o GGD) nascono da un’idea di Sarah Blow, una software engineer inglese che, stanca di ritrovarsi in nettissima minoranza alle conferenze tecniche e di essere scambiata per una persona del reparto marketing o qualsiasi altra cosa tranne che per un tecnico, decide di organizzare una cena per donne che lavorano nell’IT.

Era la Londra dell’agosto del 2005.

Da allora le GGD sono arrivate in mezzo mondo, e sono diventate famose negli ambienti tech come cene o incontri destinate a donne appassionate di tecnologia, Internet e nuovi media.

Sono delle opportunità speciali per incontrare e socializzare con donne interessanti durante una cena. Sono eventi unici e assolutamente divertenti, non hanno scopo di lucro e sono organizzati da volontarie.

Lo scopo di queste cene è far conoscere e unire le donne che lavorano in questo settore, quello dell’hi-tech, trasformandolo in una comunità, in cui chiaramente anche gli uomini sono benvenuti, purché siano invitati da una donna, e in numero limitato.”

Qui il blog delle Girls italiane, e qui una nutrita rassegna stampa sugli eventi passati.

L’infaticabile Tara Hunt di Citizen Space (Coworking di San Francisco) ha appena pubblicato i risultati di una ricerca condotta su un campione di 12o persone vicini agli ambienti degli coworking, soprattutto negli Usa.

Riporto la domanda secondo me più significativa, che, attraverso le risposte delle persone coinvolte, “fotografa” perfettamente il fenomeno coworking, nelle cose che lo distinguono dai “normali” Business Center. O no?

Cosa è più importante trovare in un coworking?

1° posto – Atmosfera

2° posto – Senso di comunità

3° posto – Ambiente collaborativo

4° posto – Location

5° posto – Opportunità di fare network

Mi piace pensare che il nostro Cowo-Milano colga in pieno queste esigenze…

L’intera ricerca è pubblicata qui, alcune tabelle di sintesi qui, sul Coworking Community Blog.

cowosupunto

E’ proprio un buon articolo, a mio parere, quello scritto da Giovanni Arata su Punto Informatico, il 23 gennaio scorso.

Dopo il titolo “Spazi in cerca d’autore, viaggio nei coworking”, il racconto prende spunto da una storia professionale reale, sviluppatasi in un coworking italiano (indovinate quale…) per rendere nel modo migliore l’utilità di questa scelta, che Giovanni descrive così:

Ma cosa sono esattamente, questi “coworking”?

Si tratta di spazi equipaggiati – con scrivanie, sale riunioni, connessione di rete – che vengono affittati a professionisti e freelance per periodi più o meno prolungati.

Non sono come i tradizionali studi associati, o semplici affittacamere: ci si può passare un anno come un’ora, nei cowo, e ci si incontrano professionalità molto eterogenee.

C’è chi parla di “atmosfera” dei coworking, e persino chi si spinge a vedere in essi una delle forme emergenti dell’organizzazione contemporanea, al punto di incrocio tra una casa, un Internet café e l’ufficio vecchia maniera.

Quasi come un mini-saggio sull’argomento, poi, il pezzo racconta le origini del fenomeno, i diversi modi in cui si può realizzare (dal salotto di casa al pseudo-business center,  al coworking con babysitteraggio e childcare inclusi), le risorse disponibili in rete.

C’è anche la cartina dei coworking nel mondo [memo a me stesso: inserire Cowo Milano subito!] tratta dal coworking wiki.

Naturalmente si parla anche delle altre tre esperienze italiane nel settore, e non mancano indicazioni sui prezzi, con esempi presi diverse realtà, un po’ dappertutto.

Infine… siamo o non siamo su Internet? Ecco quindi i commenti dei lettori, alcuni dei quali postati spontaneamente da nostri coworker (grazie ragazzi!).

Cosa si può aggiungere a tutto questo?

Credo nulla, se non che – da appassionati del coworking – fa piacere scoprire che la sensibilità verso questi nuovi stili lavorativi è in netto aumento, in Italia come nel resto del mondo.

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Annuncio con piacere la prima iniziativa di “rete internazionale” tra i coworking.

Si tratta di un’idea semplice ed efficace:

Se sei membro di un coworking, puoi usufruire dei servizi di un altro coworking che aderisce all’iniziativa, gratuitamente fino a tre giornate.

A coworking visa allows active members of one space, when travelling, to use another coworking space, gratis.
Those currently listed agree to offer up to 3 complimentary, drop-in days.

In genere è richiesta prova della membership, e il servizio è ovviamente subordinato a disponibilità.

Qui al Cowo, nonostante la nostra limitata esperienza, non siamo nuovi a ospiti dall’estero, e ci auguriamo che questa convenzione ci permetta di incontrare “coworking members” di altre parti del mondo.

Se invece siete italiani sempre con la valigia in mano, sappiate che – come membri del Cowo – avrete la possibilità di usare una postazione in tutte queste città:

US:
Portland, Seattle, San Francisco, Los Angeles, New York, Houston, Miami, Tacoma, Palo Alto, Chico, Des Moines, Akron, Simsbury, Philadelphia

Canada:
Montreal

South America:
Montevideo

Europe:

L’Aia

Asia:
Bangkok, Wellington

Nota: la lista dei coworking che aderiscono, che trovate qui con tutti i riferimenti, cresce continuamente, per cui è consigliabile visionarla direttamente.

[Thanks to Susan from Office Nomads (Seattle), Julie from Souk (Portland), for coming up with the idea, and to Steve from AltSpace (Wellington NZ) for the Visa logo.]

Arrivano nuovi coworkers.

Aumentano le postazioni.

Gestiremo alcune situazioni in modo diverso (stampanti, telefono, recapito).

Il blog si arricchisce di una piccola rassegna di “Coworking News” da altri coworking del mondo (li trovate qui nella colonna di destra, scorrendo un po’ in basso), oltre che di alcune nuove immagini su Flickr.

Infine, Cowo aderisce a Coworking Visa, l’iniziativa che permette a qualsiasi membro di un coworking di usufruire di una postazione gratis fino a tre giorni durante i suoi viaggi.

Insomma, ce la stiamo mettendo tutta per migliorare la nostra offerta di spazi di lavoro gradevoli, sempre con l’impostazione collaborativa del coworking.
Stay tuned!

Davide è una persona gradevolissima e siamo felici di averlo con noi al Cowo. E’ stato il primo a fermarsi per un periodo prolungato (è qui da Aprile), dopo tutti questi mesi è veramente uno di noi.

Ogni tanto ci fa vedere le barche che sta progettando (disegna barche a vela da regata) e ci ritroviamo con la mascella cadente davanti al suo pc.

In questo breve video (neanche 4 minuti) racconta in sintesi cosa può significare il coworking per una giovane società come la sua.

(Il cellulare che inizia a squillare a un certo punto è il mio).

English trascription below.


First of all, what’s your job?

I design sailing boats, racing ones.

Great. What’s your organization?

We are a small company with two offices, one here in Milano, since April, and the other one in Amsterdam, where my partner is.

How does coworking work for you?

It gives me the chance to have a very flexible work situation, fully serviced.
A place where I can work quietly. always connected to the web and also connected to other people.

In this respect, how did it feel for you to work side by side with professionals with a different background?

Very interesting. Up to now I’ve always worked with other engineers, and it always ended up talking about the same stuff, sometimes boring.
In a coworking situation one gets the chance to interact with people totally different. It’s fun to share your office with a novel writer, or an internet pro… different worlds, very interesting.

Is such a company making your working days more interesting, or would you rather sit in your own, private office?

No, I’m very happy, actually. I think that for a small start-up it’s a good opportunity to have a coworking space, a less flexible situation would not have been good for me.
Coworking gave me the flexibility I need, also the freedom to renew my staying month by month, adapting to my needs, eventually involving other people in the company (within the cowo).
Such a flexibility isn’t easy to find, other than coworking.

As to interaction with your business partner, in Amsterdam?

We work with Skype, always in touch, with earphones, triyng not to disturb other people here.

We haven’t mentioned your company’s name…

It’s ST Yachts, in the internet: www.styacht.com

Thanks a lot Davide!